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Separé
Scritta da: martinWriter (1)

Fu per caso che la conobbi, un caso fortuito, in quanto quel giorno lei, dalla spiaggia, rispose al
telefono dell'amica, che a sua volta era una mia amica e che stavo chiamando per questioni di
lavoro, non certo per altri interesse, perché è veramente brutta... o meglio non è proprio brutta, ma non mi piace... non risponde a quelle che sono i miei ideali di donna; ad esempio è troppo rigida, non è morbida, è troppo alta per i miei gusti; soprattutto in pantaloni, vista dal di dietro, ha delle forme che ricordano più un uomo che una donna... è abbastanza scura di carnagione, molto magra e tendente al villoso... però non è escluso che possa piacere perché in definitiva è quel tipo di donna che si definisce cavallona, di quelle che un certo immaginario maschile percepisce vogliose e mai sazie e stanche di scopare.
io personalmente sono per altro tipo di ragazza.. più piccolina, magari un po' polposina e nemmeno
mi dispiace il culetto un po' basso... non sono un amante delle veline, delle donne da calendario... a me piacciono le ragazzete (o presunte tali... molto femminili e sensuali e non necessariamente perfette, anzi qualche difetto non guasta... adoro le patatine... ma ritorniamo ai fatti... dicevo, che destino volle, che in quella circostanza, non fosse la mia amica
a rispondere, ma la ragazza che era lì con lei in quel momento alla spiaggia... la mia amica era
andata in acqua, è una tipa che nuota molto bene e in passato era stata anche campionessa di nuoto
in categorie dilettanti... e prima di allontanarsi, aveva raccomandato a quella ragazza (sua amica... di rispondere per lei al cell... e di, come dire, farle un po' da segretaria, visto che lei è una donna manager sempre impegnata... così, fu lei a rispondermi, l'amica della mia amica... appena sentita la voce, pensai subito di aver sbagliato... e invece la ragazza, della quale non ho mai incredibilmente saputo nemmeno il nome, mi rassicurò dicendo che rispondeva per la sua amica, che al momento non era disponibile.
fui subito favorevolmente colpito da quella voce molto dolce, sensuale e dai toni lievemente
veneziani, che a me fanno impazzire; era un tipo di voce di quelle che inevitabilmente ti fa venire
subito in mente l'orgasmo femminile... sembrava che ad ogni attacco di frase, fosse pervasa da una
sorta di micro-orgasmo; ovviamente erano le mie solite fantasie che mi prendono ogni qual volta
sento una voce femminile sconosciuta al telefono... però quella voce era proprio particolare e mi portava a divagare con la mente, a tal punto che quasi non ricordavo nemmeno più il motivo della telefonata... lei mi riportò alla realtà chiedendomi per quale ragione avessi chiamato e che potevo benissimo riferire a lei che poi, a sua volta, avrebbe informato l'interessata... a dire il vero in quel momento, della questione lavorativa poco mi importava e il mio bisogno primo era quello di riuscire a rimanere il più allungo possibile in conversazione con quella mirabile sconosciuta; dovevo fare in modo che lei non chiudesse, che non si esaurisse il nostro se pur effimero rapporto... secondo me quella voce era collegabile ad un corpicino molto morbido, di
quelle ragazze che quando indossano jeans troppo stretti, lasciano inevitabilmente intravedere il
segno della loro patatina carnosa attraverso i pantaloni, come se fosse una sorta di bassorilievo... e
magari hanno anche un bel paio di tettone, che contrasta un pochino col resto del corpo; divagavo
col pensiero, ma nello stesso tempo cercavo di trovare il modo perché lei non riattaccasse... cercare di prendere tempo continuando a tergiversare sul motivo della mia telefonata e infarcendo il discorso con banali considerazioni sul mare e su quanto, anche a me, sarebbe piaciuto essere sulla spiaggia invece di dover lavorare... la situazione, in fondo, era dalla mia parte, perché lei non poteva
permettersi di chiudere, in quanto stava parlando con me che ero un cliente della sua amica e quindi
doveva anche suo malgrado, dimostrarsi gentile ed interessata alle mie noiosissime questioni...
ovviamente parlavo col cuore in gola timoroso che l'altra ritornasse di botto, rovinando ciò che
tentavo di costruire con quell'adorabile sconosciuta; la fortuna era sicuramente dalla mia parte (visto
che la mia amica non ritornava sulla spiaggia... però dovevo agire di fretta, fare qualcosa prima che l'adorabile sconosciuta, magari con una scusa, finisse per riattaccare.
decisi di passare all'attacco dicendole esplicitamente che la sua voce mi piaceva e mi sarebbe piaciuto conoscerla di persona... le donne, in genere, gradiscono sempre l'uomo un po' sfacciato, ma educato e infatti, con mia grande gioia e anche stupore, lei reagì positivamente; con un atteggiamento fra il divertito e l'incredulo, mi rispose in modo molto disinvolto, già passando immediatamente dal lei al tu; ciò significava che l'idea di approfondire la mia conoscenza non le dispiaceva (intanto per fortuna, la proprietaria del cell, continuava a non ritornare... mi sentivo benedetto dagli dei ed ero ormai convinto che la cosa sarebbe andata avanti positivamente... era veramente simpatica e non le dispiaceva ironizzare su se stessa, aggiungendo che se l'avessi incontrata, probabilmente sarei rimasto deluso... e che, tra i vari difetti fisici, aveva anche un po' di
baffi e le gambe storte.. io ovviamente le tenevo bordone chiedendole quale tipo di dopo barba usa e
altre stupidaggini del genere... mi piaceva il suo modo di parlare e scherzare, era eccessiva e
sicuramente lo sarebbe stata anche sul piano sessuale... mi piaceva sentire la sua voce, mentre entusiasta si abbandonava a dire cazzate, mi eccitava e mentre le parlavo mi toccavo il cazzo che stava diventando turgido... tra noi ormai era scattata
un'intesa di quelle folli... ero sicuro, magari in un eccesso di ottimismo, che se ci fossimo incontrati, ci saremmo piaciuti e sarebbe stata una cosa bellissima; volevo vederla ad ogni costo, non potevo farne a meno... ci saremmo piaciuti sicuramente... imentre stavo pensando così, ad un certo punto fra una cazzata e l'altra, lei si interruppe di botto per dirmi che la nostra amica comune era appena uscita dall'acqua (ciò significava già un bel segno di complicità fra noi... allora senza esitare, le
chiesi se era disponibile a cenare insieme a me quella sera stessa... lei accetto e in modo molto
veloce (visto che l'amica si avvicinava...mi disse che potevamo incontrarci per le 21 sulla piazza della stazione della località balneare dove si trovava in quel momento... non ebbi nemmeno il tempo di accettate che lei chiuse...
né io né lei avevamo la ben che minima idea di come ci saremmo potuti riconoscere... però a nostro favore c'era il vantaggio che a quell'ora di sera, sul piazzale di una piccola stazione di mare, non ci sono certo molte persone... e poi ero convinto, che ci saremmo subito riconosciuti, non so dire il perché, ma sarebbe stato sicuramente così, ci saremmo attratti come calamite... come poi in effetti accadde...
e così fu... fu per me una grande sorpresa, quando vidi appropinquarsi alle 21 in punto, una figurina, che sembrava sbucata dal nulla, all'orizzonte di quell'enorme piazzale perfino esagerato per una stazione così marginale e periferica... era lei, era lei la personcina con cui avevo parlato al telefono... già, anche se in lontananza, capivo che era proprio carina, anzi forse meglio di come l'avevo immaginata e saltava immediatamente subito agli occhi la grazie e le belle e minute proporzioni di lei; man mano che si avvicinava, me la gustavo in tutta la sua femminilità... ero sicuro che fosse lei e infatti le feci un cenno al quale lei rispose; mentre si avvicinava mettevo a fuoco la sua gradevole figura in tutti i suoi dettagli...
: piccolina, proporzionata, dai bei tettini (che al momento più che vedere immaginavo, vista la
distanza... e non alta più di 1.65; vestiva in modo garbato ..indossava una minigonna di jeans e
sopra aveva una Lacoste viola...ai piedi le classiche Superga bianche... era già a pochi metri da me quando notai i suoi graziosi occhialini da vista, che le davano un tono
tipico da studentessa americana; i capelli erano castani lunghi, raccolti da un fermaglio... aveva una camminata un po' buffa, un po' disordinata come quelle delle bambine... solo che al vederla mi sentivo già impazzire... era un incanto...
fui pervaso da grande felicità, ma nello stesso tempo fui colto da ansia per il timore di non
piacerle... l'accolsi con un sorriso al quale lei rispose (visto che eravamo a pochi centimetri.. con un abbraccio che scaturì spontaneamente da parte di entrambi... poi ebbi modo di notare che il suo bel visino era rilassato e felice... e quindi mi tranquillizzai, pensando che anche per lei l'impatto era stato positivo... avrei voluto baciarla sulla bocca, ma sarebbe stato veramente troppo e fuori luogo..anche se con le labbra sfiorai le sue guance delicate e tenere...
dopo averla stretta fra le braccia, mi dilungai in complimenti, manifestandole quanto mi piaceva e
quanto la reputassi sensuale oltre ogni limite... usai termini magari non troppo espliciti, ma lei
capiva benissimo e apprezzava questo mio entusiasmo; aveva capito subito che mi piaceva da
morire.. che avrei fatto qualsiasi cosa per stringerla fra le braccia ancora, accarezzare la sua schiena, sfiorarle i suoi capezzoli che secondo me, dopo l'abbraccio si erano un po' inturgiditi al contatto col il mio corpo... lei non fece alcun apprezzamento su di me, manifestandosi quasi indifferente, anche
se era chiaro dallo sguardo.. dalla serenità momentanea che la pervadeva, che in realtà si sentiva in buona compagnia...
superato agevolmente l'imbarazzo (neanche troppo... iniziale, la guidai prendendola sotto braccio, ma senza stringere (quasi in maniera figurata... verso la macchina che avevo lasciato nel parcheggio dietro la stazione... lei si fece guidare e fui subito io, evitando di ritornare sulla telefonata del mattino, ad informarla che mi ero permesso di scegliere un localino un po' particolare, dove avremmo potuto stare in pace a parlare, gustando piatti e vini pregiati...
in realtà avevo prenotato al “Separé”, un ristorante molto costoso, al prezzo fisso di 300 euro alla coppia (vini e bevande escluse... praticamente è un servizio che si rivolge alle coppie, offrendo tavolini molto appartati, protetti da separé di foggia art nouveau, dove i camerieri arrivano solo se i clienti accendono una spia verde esterna che consente loro l'accesso... l'arrivo di una portata è
segnalato da loro con un'equivalente lampadina-spia interna... come si può capire è un locale dove è possibile anche spingersi in attività sessuali, senza essere visti o infastidire gli altri clienti... al di là dei segnali di accesso o non-accesso, il personale del locale è attento alle esigenze dei clienti, cercando di non essere eccessivamente invasivo e scegliendo ad intuito i momenti più opportuni per portare un piatto o una bevanda... il locale garantisce, visto i prezzi, il massimo della privacy e della tranquillità...
mentre ci avviavamo con la macchina, le spiegai le peculiarità del locale, evitando ovviamente di
far troppo intendere a lei le valenze sessuali del posto... in macchina lei si era accomodata girandosi verso di me.. quasi su un fianco e tenendo quelle belle gambette raccolte.. quasi sembrava aver assunto una posizione fetale; era rilassata, era a suo agio e di questo ero felicissimo.. io a stento riuscivo a guardare la strada perché ero troppo preso da lei... non c'era niente che non mi piacesse...
mi ricordava il quadro “pubertà” di Munch... e anche se non sapevo la sua età, intuivo che
sicuramente dimostrava molti anni in meno di quelli che effettivamente aveva... sembrava una
ragazzina di 16 anni... intanto, guida permettendo, avevo avuto modo di capire che non portava reggiseno e sotto quella maglietta c'erano delle tettine sode, non troppo grosse, ma perfettamente il linea con quella personcina gradevole... mentre parlavo di musica con lei (visto che era un argomento che ci siamo accorti subito di avere in comune... mi sentivo ancora preso da quel primo contatto spontaneo... quell'abbraccio che me l'aveva fatto un po' inturgidire.. e credo anche che lei se ne sia accorda, infatti dopo in macchina, mi
disse di essere contenta di aver fatto un buon effetto su di me (il riferimento era sicuramente
sessuale... era allegra, ma solo apparentemente spensierata, perché il suo volto esile e delicato
tradiva qualche preoccupazione... infatti a momenti si offuscava senza ragione..e io ovviamente facevo finta di niente e non mi permettevo, visto che ci eravamo appena conosciuti, di chiedere o cercare di capire.. era un fiorellino, un meraviglioso fiorellino e quella sua voce così sensuale, un po' orgasmatica.. ne rinforzava la figura...
per il non troppo lungo tratto di strada che ci separava dal ristorante, evitammo entrambi (quasi per una sorta di tacito accordo, di farci domande personali... era molto più importante assaporare
“While my guitar gently weeps” dei Beatles, che avevamo in sottofondo in macchina, e che lei
aveva dimostrato di conoscere ed apprezzare, soffermandosi (con un tono un po' saccente... sul
verbo “to weep”, sinonimo di “to cry”... la sua pronuncia inglese era ineccepibile ed eccitante
quanto il suo italiano di inflessione veneziana...
per me quella serata era piena di sorprese per il momento tutte gradevoli... infatti, mentre si parlava del gusto eclettico dei Beatles, ad un certo punto fece un gesto che mi lasciò attonito, quasi con la bava alla bocca... un gesto sensuale che denotava complicità e nello stesso tempo prematura familiarità con me , come se fossi stato il suo ragazzo...mi disse che nel pomeriggio alla spiaggia era stata pizzicata forse da un insetto proprio nell'interno coscia sinistro... e mentre me lo diceva,
con disinvoltura, si tirò un po' su la gonna già corta, per vedere se la parte fosse ancora arrossata...
io credo che l'abbia fatto apposta per eccitarmi e per dare un po' di pepe (come si dice... alla serata...
da parte mia replicai che era tale il mio apprezzamento per il suo gesto, che avremmo potuto finire
nel dosso al lato della strada... lei ridacchio dicendo che in lei c'era ben poco da vedere... ma in realtà sapeva di essere gradevole e di far leva sui desideri e le aspettative sessuali maschili...
il tempo con lei volava e apparentemente in un attimo, arrivammo al ristorante... parcheggiammo
nel posteggio privato antistante il locale, che dava su un parco costituito prevalentemente da alberi di pino... il posto era incantevole e dominato (visto che eravamo in collina.. da una lieve brezza dalla fragranza di pino...
scendemmo dalla macchina, lei era molto incuriosita dal posto e sembrava esserne favorevolmente
colpita dall'atmosfera naturalistica che caratterizzava il luogo e il panorama... anche se era già buio, il cielo terso permetteva di scorgere all'orizzonte il mare e le altre colline circostanti...
ero estasiato da lei, dal suo modo di muoversi e anche da tutte quelle piccole cose quotidiane che
faceva con stile e spontaneità, per esempio mi colpì come si sistemò la gonna appena scesa dall'auto e come si stupiva piacevolmente di ciò che la circondava.. con quella spontaneità propria di una bambina...
all'ingresso nel locale, fummo accolti dal metre, che con passo ovattato, ci guidò al nostro separé...
era un angolino incantevole, con un divanetto in pelle a semicerchio, modello primi del '900 che
perfettamente si sposava con un tavolino chiaro in legno di fattura più moderna, ma di sapore post
art-nouveau in linea con il separé... le luci erano soffuse, proprio come mi aspettavo (io ero già stato in quel locale, prima che venisse ristrutturato e devo dire che oltre a conservare le peculiarità e la classe precedente... notavo migliorie soprattutto dal punto di vista dell'arredo, più leggero rispetto a
quell'aria un po' da bordello che il mobilio precedenti conferiva al locale... ne ero entusiasta perché il ristorante aveva perso quel tono un po' eccessivamente equivoco che poteva lasciare qualche perplessità.... si respirava una buona aria e la temperatura era eccellente, grazie ad una buona ventilazione, che emanava profumo di pino, solo lievemente infarcito a tratti dagli odori lievi che arrivavano dalla cucina...
lei mi confesso di sentirsi un po' inadeguata all'ambiente perché era vestita in modo molto
informale... la tranquillizzai facendole notare che io stesso, a parte la giacca di lino che indossavo e che forse era di tocco un po' più eccentrico, in realtà anch'io vestivo come lei (una girocollo nera e jeans.. e che quindi non doveva assolutamente sentirsi in imbarazzo, che così com'era vestita era veramente deliziosa ed elegante.. proprio perché ciò che indossava valorizzava la sua femminilità...
e poi il target del locale era quello di favorire l'intimità col contorno di piatti prelibati... non certo quello di badare all'eleganza (per queste cose ci sono altri locali... che poco sinceramente, le dissi, mi interessavano...
il ristorante consentiva di personalizzare la propria cena.. visto che intanto il prezzo era fisso e quindi non c'era l'esigenza da parte del servizio di stimolare la scelta eccessiva di pietanze... era possibile ad esempio stuzzicare qualche bocconcino innaffiato da birre particolari d'importazione...
o scegliere piatti di alta cucina che venivano serviti in porzioni molto contenute... il posto non era fatto per favorire le abbuffare... ma l'aspetto elegante che stimolava i clienti a frequentarlo, oltre alla qualità dei piatti, che erano sempre curati e prelibati... soprattutto era dato dalla privacy e dall'intimità che il locale offriva...
dopo che ci fummo accomodati tranquillamente in quell'angolino, dando a lei modo di ambientarsi,
le accennai al sistema delle luci per chiamare i camerieri, adottato dal locale per tutelare l'intimità
dei clienti...
lei sembrava apprezzare il locale e si collocò sul divanetto molto vicina a me, anche se lo spazio a disposizione le consentiva, volendo, di mantenere un po' più le distanze... avvertii questo suo gesto come foriero d'intesa, come desiderio di continuare lì ciò che aveva dato un po' ad intendere in macchina... accese una sigaretta (visto che il locale lo consentiva... e mi offri di fare qualche tiro... e
finimmo per alternarci la sigaretta molto gradevolmente... le chiesi se la puntura dell'insetto le dava ancora fastidio e lei in modo non volgare, ma abbastanza disinvolto, si alzò la gonna e allargò le gambe, allontanandosi un pochino da me perché potessi osservare con più luce... movimento che oltre a consentirmi di vedere quel lieve arrossamento epidermico, mi consenti di osservare le mutandine di cotone bianche con qualche fiorellini ricamato, che indossava... facendomi coraggio, le sfiorai il punto arrossato e le dissi che si trattava solo di un'irritazione di superficie e che non
aveva fatto nemmeno la bolla, ma che sarebbe stato bene disinfettare con un po' di saliva... mi
umettai le dita della mano destra con la mia saliva e quindi le massaggiai la zona; lei allargò ancora di più le sue gambette deliziose fino a farmi vedere ancora meglio le sue mutandine... poi continuai a sfiorarle la gamba soprattutto in punti non irritati, dicendole che mi piacevano molto le sue gambe e che la sua pelle era delicata, e così dicendo tornavo ad avvicinarmi a lei... a lei le mie carezze
piacevano sicuramente, ma (come me... intuì che non era ancora il momento di andare oltre, anche
perché il cameriere aveva segnalato l'arrivo di qualcosa; premetti la luce verde consentendo
l'accesso... si trattava degli aperitivi, che avevamo ordinato appena entrati, accompagnati da vari stuzzichini, ma tutti di verdure in quanto, prima di entrare scoprimmo conversando, di essere
entrambi vegetariani...
piacevolmente sorseggiamo i nostri drink e assaporammo qualche bocconcino... poi lei mordicchiò una piccola polpetta di soia e ritenendola particolarmente gustosa, me la offri e io ne approfittai per assaggiarla e poi restituirgliela un po' umida di me, come se avessimo condiviso per un attimo le nostre bocche... la nostra saliva... lei capì e con gesto morboso, finì di mangiarla...
intanto avevo il cazzo che impazziva dentro ai jeans, era turgido.. quella ragazza riusciva ad
eccitarmi in tutto quello che faceva... avvertivo la sua intensità sessuale ed emotiva... il nostro
parlare era leggero, ma non banale, di sapore minimalista... lei accennava a qualche sua lettura, alla sua passione per Borges, per le poesie di Keats, ma senza mai far si che il nostro dialogo assumesse valenze troppo intellettuali e sprofondasse in discussioni letterarie eccessive e fuori luogo, rispetto
alla situazione che stavamo vivendo... era molto intelligente, molto sensibile e favoriva l'evolversi degli eventi in modo impeccabile... mentre lei mi accennava alcuni versi di Keats, io le accarezzavo i capelli, permettendomi anche di toglierle il fermaglio che li teneva raccolti... volevo vedere la sua bella chioma libera e mi piaceva giocare con i suoi capelli, che erano naturali e non avevano bisogno di alcun trattamento per essere ricomposti...
era fantastica perché si comportava come se mi avesse conosciuto da sempre, assecondando quello
che facevo... senza chiedermi niente; forse non sapeva nemmeno il mio nome e nemmeno alludeva
alla sua amica e all'accidentale, ma fortunosa conversazione telefonica avuta al mattino; sembrava che volesse dividere nettamente quel momento sublime che stavamo vivendo, da tutto il resto...
l'atmosfera era pervasa di grande sensualità...ed io mi ero permesso di ritornare ad accarezzarle la
gamba sinistra, questa volta spingendomi fin quasi a sfiorare la sua patatina coperta ancora dalle
mutandine... avvertivo che il tessuto era umido, evidentemente anche lei si stava eccitando e si
faceva sempre più stretta a me cingendomi alla vita e appoggiando la testa sulla mia spalla...
rimanemmo così per un po' sorseggiando e commentando la musica che veniva diffusa in
sottofondo, soprattutto rock anni 70 e 80... che lei conosceva molto bene quanto me...
intanto iniziammo ad interessarci del menu, scegliendo un piatto di tortelli di zucca, conditi con una salsa di amaretti, una specialità mantovana, che lei, non conoscendola, era curiosa di assaggiare; decidemmo anche per il vino, la scelta cadde su un bianco del'Etna, dal colore giallo paglierino e dal sapore secco, fruttato con sentori di mela, anice e mandola amara.... quindi chiamammo col sistema della luce, il cameriere, che prontamente arrivò e prese l'ordinazione... poi ritornai ad accarezzarle la testa sempre appoggiata alla mia spalla e delicatamente con la mano sinistra, le girai
il suo bel faccino verso di me (che a volte sembrava avere un'aria quasi spaurita... e la baciai teneramente sulle labbra... poi dopo altri baci.. le chiesi di poterle togliere gli occhiali per guardarle meglio gli occhi, che erano verdi ramati di sfumature gialline (la baciai anche sugl'occhi... e dietro le orecchie... ormai lei acconsentiva con naturalezza ad ogni mia iniziativa, abbandonandosi alle mie carezze... e presto le nostre lingue si incontrarono in baci lunghi e appassionati... le mie mani sotto la maglietta le accarezzavano la schiena per poi portarsi sul davanti sulle sue belle tettine nude
dai turgidi capezzoli... nel frattempo la spia di arrivo cameriere si accese e noi , con un rapido
sguardo d'intesa, demmo il consenso, dopo esserci riassestati...
il cameriere entro con garbo e con modi impeccabili ci fece assaggiare il vino scelto e dopo la nostra approvazione procedette chiedendoci sotto voce se poteva ritirare gli avanzi degli aperitivi...
quindi dopo aver riordinato il tavolo ci lasciò la porzione di tortelli ordinata e un piatto vuoto per dividerceli.. noi decidemmo di assaporarli nello steso piatto, giocando a volte a rubarceli dalla bocca pasticciando un po'.. poi lei, chiamandomi sbrodolino, sorrise, si sollevò un poco e con agilità si sfilò le mutandine, che mi diede, dicendomi che era il suo regalo per me, il ricordo che voleva lasciarmi della serata... io le presi con quell'impegno, come se ci fosse stato il rischio di romperle, come se temessi che potessero subire qualche contaminazione passando da lei a me... poi, quasi tremando, le portai al naso e assaporai per la prima volta l'odore della sua patatina... mi inebriava quell'odore un po' selvatico che mi faceva salivare... per me quelle mutandine erano una reliquia...
sempre con le mutandine fra le mani l'avvicini a me e ripresi a baciarla in bocca... lei si appoggio un po' su un fianco, dandomi modo, con la gonna completamente alzata, di raggiungere con la mano dal di dietro, la patatina e il buchino, che inizia a massaggiare e sfruttando la sua mucosa vaginale, lo lubrificai fino ad infilarci un po' un dito... lei era molto eccitata e io pure non riuscendo più a tenere il mio coso nei pantaloni, che dovetti sbottonare... poi quasi per farle un regalo, per dimostrarle che avrei voluto assaporare tutto di lei...... le tolsi il dito dal buchino e me lo succhiai...
lei mi prese la mano e fece altrettanto... poche le parole che ci dicevamo.. erano solo i gesti a
sottolineare la nostra passione, sbocciata così come dal nulla, una forte intesa nata dal niente e che si era sviluppata velocemente senza premesse, ma solo in nome di un'attrazione animale che ci univa... che ci aveva uniti dal primo momento... poi la guidai ad inginocchiarsi sul divanetto dandomi le spalle, in modo che dal di dietro potessi leccargliela con perizia... lei alle mie carezze e al passaggio della mia lingua, si offriva sempre di più e ansimava, cercando, penso anche, di contenersi, per non farsi sentire dai separé vicini... le baciai il buchino e le infilai quasi la lingua.....
lei intanto si aiutava con la mano... era bagnatissima e la sua umidità mi aveva impregnato
piacevolmente... io ero ancora eccitatissimo, avevo preferito dedicarmi a lei anima e corpo, per poi soddisfare solo dopo di lei la mia voglia... si girò con l'aria un po' frastornata (dopo aver raggiunto l'orgasmo... e con un incantevole sorriso sulle labbra, mi bacio tenendomi la testa fra le mani, quindi
scese fra le mie gambe per toccare e assaporare anche lei per la prima volta il mio sesso... il mio cazzo che era turgido come il marmo; la sua lingua mi faceva impazzire percorrendomi da sotto i testicoli fino alla sommità del glande... poi iniziç a massaggiarlo con la mano destra... con quella sua manina che appena appena riusciva a prendere tutta la circonferenza del mio cazzo, mentre me lo succhiava... impazzivo, con la mano guidavo la sua e con l'altra le spingevo la testa perché lo prendesse in bocca il più possibile, ovviamente cercando di non darle fastidio; lei gradiva... poi mentre stavo per venire, l'avvisai (non avrei mai voluto infliggerle qualche sgradevole sorpresa... ma lei incurante continuo fino a sentire il mio cazzo pulsare con forza... io continuai a guidare la sua mano e lei succhio il mio sperma fino all'ultima goccia... sollevò la testa e con aria furbina disse “mangiato tutto”.. come una bimba che aspetta il premio dopo che ha pranzato senza fare i capricci... mi girava un po' la testa, ero felice e vedevo che anche lei lo era... le sue mutandine, che
avevo tenuto davanti al naso mentre lei mi succhiava, le deposi nella tasca della mia giacca, che avevo appoggiato sul divano... lei si alzò, col tovagliolo si tamponò alla meglio la patatina bagnatissima e poi si prese cura di me asciugandomi, fino a tirarmi su le mutande con aria divertita come una buona mammina.. quel gesto già stava per eccitarmi nuovamente... e lei con tono scherzoso mi disse “lascialo lì per il momento, che mi è venuta fame!” ridacchiando ed apprezzando l'effetto che la sua persona esercitava su di me; anch'io avevo un certo appetito, visto che fino a quel momento avevamo solo pasticciato, senza quasi mangiare... decidemmo di ordinare una pizza in due e di far portare anche del ghiaccio per il vino che quasi non avevamo toccato e che ormai era diventato caldo... al nostro segnale luminoso, il cameriere (sempre lo stesso... ritorno e con lo stesso
savoir-faire, liberò il tavolo dalle nostre schifezze; ci forni nuovi tovaglioli, prese l'ordinazione e ritornò quasi immediatamente (ce l'aveva anticipato... con un cestello di ghiaccio... la pizza invece fu annunciata dopo circa 10 minuti... ma noi in quel momento eravamo abbracciati tranquillamente senza problemi; avevamo preso una marinara pur sapendo che avremmo dovuto dopo fare i conti col retrogusto di aglio... ci ridemmo su, convinti che la marinara è una pizza delicata e che il poco
aglio,miscelato con origano e pomodoro, non avrebbe dato effetti devastanti sul nostro alito... il
cameriere ci portò anche delle salsine di contorno e delle erbette in polvere compreso del
peperoncino; dico questo per aggiungere ancora particolari alle fantasie erotiche di quella adorabile ragazza, che la fortuna aveva voluto lì con me... stavamo mangiando la pizza, ovviamente
continuando a condividerla nello stesso piatto, quando ad un certo punto, lei si infilò la mano fra le cosce e poi ritraendola, appoggiò il dito nella coppetina del peperoncino; un po' di polvere le rimase attaccato al dito umido che poi, sorridendo, appoggiò sulle mie labbra e ovviamente io non rinunciai a toccare con la lingua quella primizia, malgrado fossi consapevole del bruciore che mi avrebbe
procurato... lei divertita, non esitò ad autoinfliggere anche a se stessa“il medesimo
scherzo/punizione” e ovviamente subito dopo entrambi fummo costretti a bere un po' d'acqua per
lenire il senso di fastidio... divertiti però, da quanto eravamo stati stupidi...
era tutto bello con quella personcina maliziosa, che attenta non perdeva un attimo per mettere in
atto le sue fantasie erotiche... notare, che malgrado questa complicità fra noi, continuavamo a non sapere niente l'uno dell'altro... forse lei ricordava il mio nome, visto che probabilmente al telefono avevo esordito presentandomi, ma io di lei nemmeno quello... appena ci incontrammo, nessuno di noi due ebbe l'idea di presentarsi... proprio perché a prevalere era l'attrazione reciproca... lei è/era la ragazza dei miei sogni, anche se obiettivamente non bellissima, ma per me meravigliosa.. e io probabilmente (se pur non bello... avevo suscitato in lei simili pensieri e passioni... non era sicuramente il tipo di ragazza che si comporta così con chiunque al primo incontro... tra noi era scattato qualcosa di profondo, come alimentato da energiei misteriose... qualcosa difficile a spiegarsi... era magico ed affascinante quello che stava succedendo e non volevo assolutamente intaccarlo con assurde domande fuori luogo... sono convinto che lei apprezzasse molto il rispetto che avevo della sua riservatezza, anche se poco prima, paradossalmente, le avevo leccato la fica...
lei era magica, affascinate e per questo dovevo essere al di sopra e superiore a norme e
convenzioni, per continuare ad essere a lei gradito... dopo l'episodio del dito con peperoncino, continuammo a mangiare la pizza tranquillamente, non solo per il gusto di stare assieme, ma anche per sfamarci, visto che non avevamo mangiato ancora niente... mangiando continuammo a parlare di musica e di letteratura, ma senza mai far riferimento alle nostre professioni... o ai suoi studi, visto che lei, essendo molto giovane, probabilmente era
ancora studentessa... la sua cultura in fatto di musica rock e di letteratura, mi stupiva molto e
ovviamente contribuiva a rendermi ancora più gradevole quella personcina pregiata... da assaporare, da mangiare, proprio come avevo fatto fino ad allora... ne avevo di nuovo voglia e solo che stringerla a me, mi eccitava oltremodo...
: amavo il suo calore, il suo odore, il suoi modi di fare, i suoi gesti a volte un po' da bambina
impacciata... il suo modo di ridere e di guardarmi... l'amavo, amavo tutto di lei... al punto di cercare sempre il suo contatto, la sua fragranza, la sua saliva, la sua umoralità...
finita la pizza rimanemmo abbracciati l'un l'altro.. e ne approfittai per tirarle su la maglietta e succhiarle i capezzoli... come forse ho già detto, aveva due tettine sode e proporzionate al suo essere.. alle sue gambette, alla sua patatina con poco pelo... poi dai capezzoli volli estendermi alle ascelle per annusarla.. per sentire il suo sudore, il suo profumo.. lei si sentiva un po' in imbarazzo
perché temeva di non essere in ordine, ma io la rassicurai dicendole che il suo lieve odore un po'
selvatico, era l'essenza più pregiata che io avessi colto a livello olfattivo... le annusai le ascelle, gliele baciai... gliele leccai cogliendone il gusto salato... impazzivo e il mio cazzo era di nuovo turgido... poi di nuovo la mia mano tra le sue cosce e la sua patatina che si era inumidita di fresco...
eravamo felici ed eccitati... mi piaceva massaggiarle la schiena, mentre lei si abbandonava a me sulla sballa... il suo odore femmineo era la mia perdizione... poi rimanemmo ancora in silenzio abbracciati ad ascoltare la musica che il ristorante diffondeva... scambiamo ancora qualche osservazione su alcuni gruppi rock che ci piacevano... e quindi proposi di concludere la cena con una mousse alla menta, anche per attenuare l'odore di aglio, che a dire il vero non ci aveva ancora infastidito più di tanto... anche perché contrariamente a quanto si crede....l'aglio, se assunto in dosi minime da parte di entrambi, acquista un che di quasi afrodisiaco....
ordinammo la mousse che arrivo di lì a poco e giocammo ad imboccarci e a rubarcela di bocca e
successivamente completammo la cena con due caffè e due amari alle erbe aromatiche...
eravamo entrambi di nuovo eccitati, come se nemmeno avessimo iniziato...
era bello per me (ma penso anche per lei... cogliere tanta intesa e attrazione non solo fisica, ma anche mentale; quella sera avevamo condiviso proprio tutto... i nostri gusti, le nostre passioni, e tenerezze sessuali...
poi, dopo esserci riassestati... decidemmo di uscire per prendere un po' di aria fresca a contatto con la natura... velocemente pagai al banco per evitare di attendere che il cameriere ci portasse il conto, avevamo bisogno entrambi di uscire e di muoverci pervasi di gioia... ma non ancora sazi e pieni di euforica passione...
la sera era calda... appena usciti ci appartammo verso la pineta e le feci vedere che avevo ripreso le sue mutandine fra le mani e le annusavo; la voltai verso di me e l'abbraccia stretta stretta, a tal punto che lei avverti il mio cazzo di nuovo turgido e pronto... lei lo accarezzò, mentre io le infilavo la mano sotto la gonna stringendole le chiappette lisce e fresche... si capiva che la nostra intima serata
non sarebbe ancora finita... e con quell'intesa che ci aveva accomunato dal primo momento, ci
avviammo consenzienti lungo il sentiero che conduceva nel cuore del parco...
appena possibile ci appartammo dietro un albero dal tronco abbastanza grande... e lì riprendemmo a
baciarci con passione... le tolsi la maglietta... era bellissimo vederla praticamente nuda nella
penombra,, anch'io mi tolsi la maglia per sentire a pieno la sua pelle, le sue tettine che premevano
contro di me... poi mi abbassai e ancora una volta gliela leccai, ora l'odore era più intenso, ma non meno gradevole... poi la presi dal di dietro... la sua patatina era stretta, me lo avvolgeva e se lo risucchiava con movimenti pelvici; ero talmente eccitato che durai poco, ma per fortuna quel tanto che bastò a procurare anche a lei un nuovo orgasmo... ancora con i pantaloni calati, la voltai verso di me e alla luce fioca della luna, che illuminava il cielo completamente sereno, la guardai intensamente; l'abbracciai e sembrava che i suoi occhi si fossero bagnati di lacrime di commozione; rimanemmo stretti l'un l'altro per un po' di tempo.. in silenzio senza parlare... poi disturbati da rumori, che forse segnavano l'arrivo di un'altra coppia, ci riassestammo ancora una volta e ci dirigemmo verso la macchina, dove lei, utilizzando lo specchietto di cortesia dell'auto continuò a sistemarsi; appena si sentì pronta ripartimmo... in me scese una profonda malinconia che si era fatta spazio fra la gioia e l'euforia che fino a quel momento mi aveva pervaso... non avrei saputo da che
parte dirigermi, mentre seguivo l'unica strada che portava in paese, se lei non avesse rotto il silenzio, che da un po' era sceso fra noi (eravamo diventati improvvisamente taciturni... dicendomi di portarla alla stazione dei taxi... l'istinto primo sarebbe stato quello di dirle che l'avrei accompagnata ovunque avesse desiderato andare.. ma poi avvertii che la sua richiesta non andava ostacolata e come avevo goduto fino a quel momento del suo essere misteriosa e affascinante, avrei dovuto, mio malgrado, per non rovinare tutto... accettare questa sua richiesta senza fiatare... senza banalmente dire qualcosa che avrebbe potuto deluderla e rovinare la stupenda serata... lungo il tragitto che ci separava dalla stazione dei taxi, non parlammo.. alzai un po' il volume dello stereo, perché sapevo che lei adorava il cd dei beatles che stava andando... lei accese due sigarette e me ne passo una
sorridendomi... io contraccambiai il sorriso e istintivamente accelerai per diminuire la pena e la tristezza del distacco.. qualcosa mi diceva che non l'avrei più rivista e io poco potevo farci... arrivammo dai taxi, ma non ce n'erano... rimanemmo lì in silenzio, continuando a fumare quasi come due estranei... poi arrivo, dopo pochi minuti, un taxi, lei prese la borsa e quasi uscendo mi disse: “il destino ha voluto questa serata incantevole e magica... buon notte sbrodolino mio” e così dicendo mi bacio sulle labbra e poi quasi fuggi via, senza attendere una mia replica... aspettai che lei salisse sul taxi senza alcun cenno di saluto... poi, dopo che era definitivamente sparita.. rimani lì in macchina attonito a fumare ancora una sigaretta, che accessi col mozzicone della precedente... e
poi... finito di fumare, sulle note di “Time goes by” nell'interpretazione di Bryan Ferry... ripartii veloce verso casa...

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